Trasferte, Libri e The Art of Wine
Quando avevo 30 anni amavo le mie trasferte per lavoro, ero orgogliosissima della mia Priority conquistata con tante ore di volo… Alitalia ❤️
Svegliarmi in piena notte o addirittura non andare neppure a letto, fare un “dritto” e alle prime ore dell’alba farmi il caffè, rigorosamente con la moka Bialetti che deve avere il fondo bruciacchiato e zucchero vero “veleno bianco” — tanto zucchero, ben 3 cucchiaini!
Preparare la valigia, arrivare in aeroporto all’alba, non so neppure io quanti voli o treni ho rischiato di perdere; e ancora oggi faccio lo stesso sospiro di sollievo quando salgo con il fiatone (e oggi anche sudata per colpa degli anta) e mi siedo al mio posto.
… di trasferte ne faccio ancora più di quante vorrei e adesso non mi entusiasmano più come un tempo.
Il lato positivo
Ma… in ogni caso fedele alla mia filosofia di vita e convintissima che c’è un lato positivo in ogni cosa, ho ripreso in mano una mia vecchia passione mai abbandonata: nel tempo libero tra un appuntamento e l’altro mi dedico alla ricerca dei miei tesori — libri di cucina, gastronomia, storia delle tradizioni gastronomiche del luogo che sto visitando… riviste e poi spese ai mercati rionali, immergermi nei profumi e perdermi osservando e cercando di capire cosa potrà cucinare la signora con il cappotto rosso che acquista 4 tipi di carne (mi viene in mente Sofia Loren in una scena di un film dove deve cucinare un ragù e scoppia una lite per la ricetta originale) — devo cercare il titolo…
Spezie, formaggi o olive, ma anche botteghe storiche, nuovi supermercati etnici, enoteche, cantine, gastronomie storiche, elegantissimi store lussuosissimi…
In questi miei viaggi nei viaggio, durante le mie trasferte ho scovato di tutto e conosciuto tante storie, spesso anche raccontato le mie — tante persone che hanno colto e sono felici di condividere una storia, un progetto o un ricordo.
Così ho trasformato la mia idea di trasferta, dove rientrare con il mio bottino va a compensare la lontananza dai miei affetti e del mio nido.
The Art of Wine
Oggi sono rientrata con due splendide riviste…
THE ART OF WINE, un magazine semestrale.
Un poetico connubio tra arte grafica e profonda ricerca enologica ma non solo…
Non per nulla nasce da una costola di MANINTOWN e diretto da Andrea Amadei, sommelier gastronomo punto di riferimento per moderni golosi sempre alla ricerca di novità e spunti.
Una lettura vivace, un magazine ricco e intelligente che ti fa venire voglia di approfondire gli spunti e stappare una bella bottiglia che quasi mai conoscevi.
La grafica come anticipato ti conquista: peso della carta e qualità della stampa lo rendono prezioso e sicuramente da collezionare. Per quanto mi riguarda poi adoro mettere i miei pensieri in calce o a memoria di qualcosa che devo sicuramente provare e lo spazio non manca.
I contenuti inutile dirlo: ricercati, eleganti, chiari, ricchi di stimoli.
Una lettura diversa dal solito che emoziona.
Semestrale a 15 euro… che vale tutti!
In edicola.
Il mio pezzo per questo semestre di The Art of Wine
A pagina 110: Berlo o non berlo… piacere o asset?
Circa un anno fa ho avuto un cambio di rotta, una persona a cui tieni che in 5 minuti ribalta la tua vita. Fa tremare le tue fondamenta, un terremoto di magnitudo…
Pioveva a dirotto e la nebbia si poteva tagliare con il coltello, diceva mio nonno. Strano: pioggia più nebbia, pensavo mentre la mia auto in totale autonomia tornava a casa.
Non saprei dire se il mio viso fosse fradicio dalla pioggia o dalle lacrime.
Ma in quel momento nella mia cantina, mentre sceglievo la bottiglia più importante, ho scelto BERLO…
Buona lettura…